Visualizing Jihad: rappresentazioni occidentali del jihadismo nel cinema e nella cultura visiva (1989-2019)

2026-06-11

A cura di Alessandra Goggio (Università degli Studi di Bergamo) e Giuseppe Previtali (Università degli Studi di Bergamo)

 

Dal ritiro sovietico dall'Afghanistan nel 1989 alla morte del Califfo dello Stato Islamico Abu Bakr al-Baghdadi nel 2019, il jihadismo ha occupato una posizione centrale e quasi ossessiva nella geopolitica globale e nell'immaginario occidentale. Nel corso di questi tre decenni, la figura del jihadista è diventata una delle rappresentazioni più ricorrenti e riconoscibili dell'alterità, del pericolo e della violenza politica nei prodotti visivi e mediali. Sia prima che dopo l'11 settembre, cinema, televisione, fumetti, graphic novel, videogiochi, fotografia, media digitali e arte contemporanea hanno plasmato, diffuso e trasformato le rappresentazioni del jihadismo in diversi contesti culturali.

Inteso come fenomeno culturale complesso, il jihadismo ha generato un ampio corpus di studi interdisciplinari, che comprende contributi di varia provenienza, dalla scienza politica, agli studi sulla sicurezza, dalla storia alla mediologia. Analogamente, gli studiosi di cinema e cultura visuale hanno prodotto importanti analisi su come il jihadismo e la War on Terror siano stati rappresentati nel cinema, nella televisione, nei media digitali e nella cultura popolare, sottolineando con forza la rilevanza politica di queste rappresentazioni. Tuttavia, la maggior parte delle analisi si concentra su eventi specifici, singoli testi mediali o particolari momenti storici, soprattutto quelli legati all'11 settembre e all'ascesa dello Stato Islamico nel 2014. Al contrario, relativamente poca attenzione è stata dedicata alla comprensione di queste rappresentazioni all'interno di una traiettoria storica di lungo periodo, anche in chiave comparatistica.

Privilegiando una prospettiva diacronica e transmediale, questo numero speciale intende indagare il modo in cui le culture visive occidentali hanno immaginato il jihadismo contemporaneo negli ultimi trent’anni, alla ricerca di topoi ricorrenti, strutture narrative e figure dell'alterità che contribuiscono a modellare la comprensione pubblica della violenza politica, della religione e dei conflitti globali. Piuttosto che concentrarsi esclusivamente sul periodo successivo all'11 settembre, il numero mira a contestualizzare l’emersione e l'evoluzione di queste rappresentazioni all'interno di una cornice temporale più ampia, mettendo in luce continuità, fratture e trasformazioni attraverso differenti ecosistemi mediali.

Il numero si concentrerà sulla circolazione transmediale di narrazioni, stereotipi, topoi visivi e immaginari politici attraverso cinema, televisione, piattaforme digitali, culture videoludiche, fumetti e pratiche artistiche contemporanee. Sono particolarmente benvenuti contributi provenienti dagli studi cinematografici e dei media, dalla cultura visiva, dai cultural studies, dagli studi postcoloniali, dai memory studies, dai game studies, dai comics studies e da discipline affini.

 

Possibili temi di ricerca

I temi possono includere, ma non sono limitati a:

  • Rappresentazioni del jihadismo nel cinema, dalle produzioni hollywoodiane al documentario;
  • Serie televisive e produzioni per piattaforme streaming dedicate al jihadismo e all'antiterrorismo;
  • Il jihadismo nei videogiochi e nei media interattivi;
  • Simulazioni militari, gamification e altre rappresentazioni digitali del terrorismo;
  • Fumetti, graphic novel e graphic journalism che affrontano il tema del jihadismo;
  • Arte contemporanea, videoarte e pratiche artistiche che si confrontano con la violenza jihadista;
  • Fotografia, fotogiornalismo e archivi visivi della Guerra al Terrore;
  • L'evoluzione della figura del jihadista nell'immaginario occidentale prima e dopo l'11 settembre;
  • Narrazioni della radicalizzazione e della deradicalizzazione;
  • L'emergere delle narrazioni della sorveglianza e della sicurezza;
  • Genere, sessualità e rappresentazioni della militanza jihadista;
  • Orientalismo, neo-orientalismo e costruzione del nemico musulmano; prospettive postcoloniali sul terrorismo e sulla rappresentazione;
  • Approcci transnazionali e comparativi alle rappresentazioni del jihadismo;
  • Circolazione transmediale degli immaginari jihadisti attraverso differenti forme mediali;
  • Questioni estetiche ed etiche nella rappresentazione del terrorismo e della violenza politica.

Questo numero speciale rientra all’interno del progetto di ricerca JAVISar - Jihadism Archives. Visual and Intermedia Strategies Against Radicalization, finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca nell'ambito del programma FIS3 - Starting Grant. CUP: F53C25001220001

 

Modalità di presentazione delle proposte

Autrici e autori sono invitati a inviare un abstract di 300-500 parole, accompagnato da una breve nota biografica (100 parole), entro il 1° ottobre 2026 ai seguenti indirizzi: alessandramaria.goggio@unibg.it e giuseppe.previtali@unibg.it

La comunicazione di accettazione sarà inviata entro il 20 ottobre 2026.

In caso di accettazione della proposta, l'articolo completo dovrà essere consegnato entro il 1° marzo 2027. Gli articoli non dovranno superare le 6.000 parole e potranno includere fino a sei immagini, oltre a eventuali collegamenti pertinenti. Gli autori sono responsabili dell'ottenimento di tutte le autorizzazioni e dei diritti necessari alla pubblicazione di materiali iconografici o archivistici inclusi nel contributo. Tutti i contributi saranno sottoposti a double-blind peer review. I saggi potranno essere presentati in italiano o in inglese.

La pubblicazione del numero è prevista per dicembre 2027.